Pensione Part Time

Inserito da admin il 23 Marzo, 2009 - 16:44

L'alternativa alla pensione anticipata di anzianità è rappresentata dalla facoltà di ricorrere a quello speciale istituto giuridico, introdotto nella legislazione italiana dal decreto ministeriale 29 luglio 1997, n. 331 e disciplinato dalle ordinanze ministeriali n. 446/1997 e n. 55/1998 che consente al personale della scuola, a eccezione dei dirigenti scolastici e di alcune figure professionali uniche, di permanere in servizio in regime di part-time unitamente al trattamento pensionistico di anzianità.

Per i dipendenti che al 31 dicembre 2009 hanno maturato i requisiti richiesti per andare in pensione (58 anni di età anagrafica e 35 di anzianità contributiva: per la scuola non scatta la cosiddetta "quota 95"), c'è la possibilità di andare in pensione con il contestuale trattamento di part-time, previsto dal decreto ministeriale suddetto.

Per tutti i chiarimenti, si rimanda all'articolo pubblicato su Italia Oggi del 16 dicembre 2008.
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Per quanto riguarda l'entità del trattamento economico, prendendo in considerazione un insegnante con 18 ore di cattedra che chieda di rimanere in part-time per 12 ore, egli avrà diritto ai 12/18 dello stipendio risultante dalla sua anzianità di servizio (comprese I.I.S. e R.P.D.) ed ai 6/18 dell'intera pensione spettante.

PRO e CONTRO del trattamento di pensione e part-time

I vantaggi di tale soluzione sono i seguenti:

a) si è in pensione a tutti gli effetti, qualunque modifica venga apportata alla legge sulle pensioni;

b) si ha diritto, in proporzione, a tutti gli aumenti contrattuali che dovessero maturare durante tale periodo di lavoro;

c) si usufruisce dell'eventuale passaggio di gradone che dovesse maturare durante tale periodo di lavoro;

d) al momento della definitiva cessazione dal servizio, la pensione definitiva verrà rideterminata sulla base della complessiva anzianità di servizio, considerando anche, in proporzione, gli anni effettuati in rapporto di pensione e part-time;

e) la buonuscita, che sarà corrisposta solo al momento dell'effettiva cessazione del servizio, verrà calcolata su tutti gli anni di servizio svolti, considerando anche, in proporzione, il servizio svolto in rapporto di pensione e part-time.

 

Lo svantaggio, consideri ciascuno quanto grande, è quello derivante dalla seguente domanda: "Sono sicuro che tutto il servizio prestato con questo rapporto di lavoro (cioè tre giorni lavorativi alla settimana, oltre a tutte le riunioni, le correzioni di compiti e tutto il resto) abbia un valore pari a quei circa 100 euro in più al mese (che percepirei restando in pensione e part-time, rispetto a quanto prenderei andando definitivamente in pensione)? "

 

Articolo tratto da da www.gildaferrara.it

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