Gilda Insegnanti di Nuoro

Inserito da admin il 2 Maggio, 2006 - 18:46

La GILDA degli insegnanti è nata durante la lotta contrattuale del 1988 come GILDA DEI COMITATI DI BASE DEGLI INSEGNANTI, si è diffusa dopo il 1990 e dal 1997 è presente nella maggior parte delle province italiane.In Provincia di Nuoro è il sindacato maggiormente rappresentativo degli insegnanti (dalla materna alle superiori), dal momento che conta 1300 iscritti.
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La GILDA propone:

  1. La separazione delle aree di contrattazione docenti e Ata, come confermato anche nei principi espressi dalla sentenza n. 322 del Luglio 2005 della Corte Costituzionale.
  2. Il ritiro della riforma Moratti inaccettabile tra l’altro rispetto:
    • alla gerarchizzazione della funzione docente che interviene sulla libertà d'insegnamento costituzionalmente garantita;
    • a carichi di lavoro burocratico che appesantiscono inutilmente la funzione primaria dell insegnare
    • alla trasformazione della scuola da Istituzione pubblica in un servizio a “domanda privata” che prevede l’ingerenza delle famiglie negli ambiti della didattica;
    • all’introduzione delle “opzionalità” nella costruzione dei curricoli.
  3. Il ripristino del principio costituzionale dell’obbligo scolastico.
  4. La revisione dei processi di devoluzione di competenze alle regioni in materia scolastica, che stanno già determinando modelli di scuola assolutamente differenziati nelle varie regioni e che porteranno alla perdita dell’ identità nazionale del sistema istruzione.
  5. Il ripensamento dell’autonomia scolastica che:
    • riveda il governo delle scuole, rispetto al ruolo e al potere dei dirigenti scolastici, cui va assegnata competenza esclusivamente in ordine alla gestione organizzativa ed amministrativa, prevedendo l’istituzione di una dirigenza didattica a carattere elettivo;
    • ripristini la separazione dei ruoli e delle responsabilità tra docenti genitori e studenti;
    • impedisca che le scuole passino da una gestione centralistica dello Stato ad una centralistica delle Regioni.
  6. Lo stanziamento di risorse economiche a sostegno delle necessità di aggiornamento individuale dei docenti anche presso le università.
  7. La valorizzazione degli insegnanti attraverso:
    • sbocchi verso l’università e verso un sistema integrato di formazione dei docenti;
    • una formazione iniziale per gli insegnanti che privilegi ed affermi il primato delle discipline sulla didattica e la metodologia, assegnando alle scuole la formazione relativa all’ambito professionale.
  8. La restituzione agli stipendi di tutti i docenti delle risorse del fondo di istituto sperperate in “progetti scolastici” ed attività non connessi alle reali necessità degli apprendimenti e della didattica.
  9. Una politica del personale che miri ad allineare le retribuzioni degli insegnanti ai livelli più alti esistenti in Europa
  10. La stabilizzazione di tutto il personale precario.
  11. La revisione dell’attuale sistema dei contratti a cadenza biennale con l’introduzione di regole inderogabili e di una disciplina sanzionatoria, e riassorbimento della contrattazione di istituto a un livello superiore.
  12. L’incremento della quota percentuale di PIL, in linea con il resto dei paesi industrializzati, da destinare alle istituzioni scolastiche dello Stato anche per gli aspetti concernenti l’ammodernamento delle strutture edilizie e della sicurezza.
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