Scuola, in Barbagia “profumo” di lotta

Inserito da admin il 3 Novembre, 2012 - 08:55

Scuola, in Barbagia “profumo” di lotta
 
Se passa la proposta del ministro, 600 precari rischiano di non avere più una cattedra. La Gilda: ecco come lo fermeremo
 
 
di Valeria Gianoglio

NUORO - I pionieri, sono stati i docenti dell’ex istituto Magistrale di via Deffenu: già da poche ore dopo la proposta del ministro Profumo di aumentare di sei ore il loro orario di lavoro, senza adeguata contropartita, senza tenere conto della gran mole di lavoro sommerso che già fanno gli insegnanti e senza sbloccare finalmente gli scatti di anzianità, avevano già preparato i primi documenti di fuoco,

E altrettante “dichiarazioni di sospensione delle attività non obbligatorie” consegnate al preside e inviate anche al ministero dell’Istruzione. Che tradotto in altri termini significa niente viaggi di istruzione, nessuna disponibilità a tenere i corsi di recupero pomeridiani per gli studenti in difficoltà, nessuna attività extra-curricolare.

Da lì, la guerra sottile tra i banchi si è diffusa a macchia d’olio in tutte le altre scuole superiori cittadine che hanno costituito una sorta di coordinamento anti-Profumo. E dopo gli annunci dei giorni scorsi, si tradurrà in diverse assemblee sindacali, e delle rappresentanze Rsu, fino ad arrivare allo sciopero del 24 novembre.

Maria Domenica Di Patre,sindacalista nuorese e vicecoordinatrice nazionale della Gilda, questa guerra la sta vivendo tutti i giorni nei suoi viaggi tra il capoluogo barbaricino e il ministero. Tra riunioni nei palazzi romani, faccia a faccia con lo staff del ministro, tavoli tecnici con parlamentari. «Mi stanno arrivando mail da tutta Italia – spiega – ma posso dire che i circa 3500 docenti del Nuorese sono tra i più inferociti per la proposta Profumo.

Perché è una proposta che non tiene conto del grande lavoro sommerso che gli insegnanti già fanno, tra programmazione, correzione dei compiti, colloqui. Bisogna sfatare il mito che gli insegnanti sono la categoria che lavora poco. In media lavorano 38 ore alla settimana per circa 1300 euro. Per questo, insieme agli altri sindacati abbiamo già programmato diverse azioni di protesta e stiamo chiedendo le dimissioni del ministro Profumo.

Non dimentichiamoci, infatti, che sono bloccati da tempo anche gli scatti di anzianità». Ma non basta. Alla Gilda hanno già fatto i calcoli: se la proposta del ministro Profumo dovesse passare, tra Nuoro e provincia sono circa 600 i docenti precari che dovrebbero dire addio ai loro sogni di lavoro stabile. Senza dimenticare, poi, aggiunge Maria Di Patre, che «se aggiungono 6 ore ai docenti, significa che aggiungono un aggravio di lavoro anche al personale Ata».

«A Nuoro e nel resto d’Italia – aggiunge la sindacalista – insieme agli altri sindacati abbiamo deciso una serie di lotte: assemblee nelle scuole, sit-in al ministero e davanti alle sedi dei partiti che approvano questa riforma. Perché non si può continuare così. Per questo ci stiamo ribellando in modo compatto e forse riusciremo a far ritirare questa proposta al ministro». Ma la lotta, stando ai programmi, non si fermerà là: continuerà, infatti, fino a quando non verranno sbloccati gli scatti di anzianità nello stipendio degli insegnanti.

«Perché per ora – spiega Maria Di Patre – i docenti rischiano di avere lo stesso stipendio sino alla pensione, senza un briciolo di scatto e di adeguamento. Una vera ingiustizia».

 

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In aula si infilano gli sponsors
 
L’ex Legge Aprea
 
 
Quella di aumentare le ore di lavoro degli insegnanti non è l’unica proposta che non sta facendo dormire sonni tranquilli a chi ama il mondo della scuola. «Un altro grosso problema – spiega, Maria Di Patre – è che stanno per approvare la cosiddetta legge ex Aprea che istituisce l’autogoverno di ogni singolo istituto. Per ora è stata licenziata dalla Camera, ma se dovesse passare anche in Senato, segnerebbe la morte della scuola pubblica.

Ogni dirigente, infatti, potrà decidere il suo statuto, il regolamento, le vacanze, gli orari, le assunzioni e i licenziamenti». E uno dei dati più preoccupanti, aggiunge la vicecoordinatrice nazionale Gilda, è che con questa legge, i dirigente scolastici potranno accettare di avere qualche sponsor. «Vogliono far entrare i privati nelle scuole – commenta – è una vergogna: sarebbe la fine della scuola pubblica statale e dei suoi valori. Ci stiamo muovendo perché questo decreto non passi». Sinora, nelle varie commissioni, è stato approvato anche da alcuni partiti di centrosinistra. (v.g.)

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